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Il panorama freeware è, contrariamente a quello che
si può pensare, molto ricco di interessanti proposte che, pur non
arrivando a toccare i livelli di qualità dei giochi più blasonati,
possono costituire fonte di divertimento a costo molto contenuto.
Ritengo Dink Smallwood uno di questi casi: partito come gioco
shareware, è ora disponibile a tutti grazie alle richieste degli
appassionati. Andiamo a vedere se è quindi il caso di approfittarne.
Dink, il protagonista di questo videogioco appunto, è un giovane
allevatore di maiali che vive nella sua tranquilla |
tenuta, badando agli animali, ma sognando un futuro
di avventure. Un sogno che presto diventerà realtà…
A sconvolgere la sua vita arriverà la tragica morte della madre durante
un incendio alla sua casa. Da questo momento in poi, privo di ogni
legame con la sua terra, deciderà di mettersi in viaggio per il mondo
con un unico obbiettivo: diventare un grande guerriero famoso e riverito
in ogni parte del regno! In suo aiuto inizialmente verrà un buffo mago
che gli impartirà i primi rudimenti dell’arte magica e poi via, là dove
nessuno si è mai spinto prima, tra sette malvagie e città bizzarre dove
si pratica il culto dei paperi, fino ad affrontare l’essenza del male in
persona!
| Dink Smallwood è un simpatico gioco dalla struttura
che si risolve in una sorta di incrocio tra action rpg e avventura
grafica. Il sistema di combattimento e di esplorazione è molto
simile a quello del famoso Zelda, con il nostro alter ego virtuale
che viaggia per la mappa e affronta i nemici a suon di spadate e
magie, raccogliendo gli occasionali oggetti, solitamente cuori per
riguadagnare energia o denaro utile per comperare armi, abbandonati
dai nemici uccisi (nemici che comunque dopo un certo tempo
riappaiono vivi e vegeti nel posto in cui li abbiamo lasciati). |
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L’elemento rpg è rappresentato dall’esperienza che
si accumulerà uccidendo i mostri, la quale permetterà poi di passare di
livello e aumentare una delle tre caratteristiche (Attacco, Difesa o
Magia). Tuttavia è presente anche qualche elemento da avventura grafica,
perché spesso per andare avanti nel gioco bisognerà trovare o usare il
giusto oggetto in un determinato contesto. I punti di forza di Dink
Smallwood sono una grafica che riesce ancora a tenere il passo coi tempi
(un’affermazione comunque da prendere con cautela e pur sempre relativa
ad un gioco freeware), un diffuso e piacevole senso dello humour che
pervade ogni vicenda (e che mi ha fatto sorridere più di una volta) e un
gameplay generalmente semplice e immediato. Il tutto però è inficiato da
un sonoro fatto con musiche midi che solo raramente vi riuscirà
gradevole, anzi con certi pezzi avrete la tentazione di buttare le casse
giù dalla finestra per il fastidio. Il vero problema di Dink Smallwood
però è nella storia, che c’è per carità, ma è molto flebile specialmente
una volta lasciata la vostra dimora.
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Effettivamente non ci viene dato un obbiettivo di
riferimento e, se all’inizio avremo comunque qualcosa da fare
nell’immediato, capiteranno dei momenti, specialmente una volta
terminata una delle avventure, in cui ci diremo: “E adesso?”. Senza
contare quando ci verranno assegnati dei compiti che non avremo la
più pallida idea di come eseguire. Ad esempio ad un certo punto ci
ritroveremo a dover cercare una bambina scomparsa, senza il minimo
indizio: la madre non ha visto nulla, quello non ricorda,
quell’altro dormiva… niente. |
A quel punto se vi manca la pazienza di andare in
giro ad esaminare tutte le sezioni della mappa fino a trovare quella che
vi serve lascerete presto perdere. Infine il suo peso di 29 Megabyte
rende piuttosto lenta la procedura di download e, nonostante questa non
sia insormontabile neanche con un modem analogico, il possesso di un
collegamento ADSL o almeno di un accelleratore come Getright è
quantomeno consigliato. In ogni caso, tirando le somme, ritengo Dink
Smallwood, rinvenibile su
www.rtsoft.com/dink/index.htm per chi fosse
interessato, un piacevole passatempo (a me è durato cinque ore), capace
di garantire più divertimento di tante altre offerte commerciali, magari
supportate soltanto da una super grafica e accompagnate da un prezzo
micidiale. I difetti di cui ho parlato, tra l’altro, sono solo relativi,
perché il creatore ha anche realizzato un editor di sviluppo che non ho
ancora avuto modo di testare ma che ha comunque aperto la strada a
decine e decine di appassionati per la realizzazione di mod (elencati
con tanto di valutazione e scaricabili da
www.dinknetwork.com) che chissà potrebbero rivelarsi
anche meglio dell’originale. |