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Quando l’indecenza si nasconde dietro ad un nome
illustre:
L’originale Kingdom Hearts (d’ora in poi KH1) per PS2 deve essersi
piazzato nella top ten della mia classifica personale di tutti i tempi
(e contando che videogioco da 15 abbondanti anni è un risultato
notevole). Dopo aver maledetto la conclusione del primo episodio (che in
pratica non concludeva quasi nulla) ho cominciato a contare i giorni che
mi separano dal secondo, leggendo avidamente qualunque news che riguardi
il suddetto. Poi vedo questo Chain of Memories (d’ora in poi CoM):
rimango folgorato. Deve essere mio!!!! Finalmente un seguito, per quanto
non su PS2!!!! Mi va bene anche un’avventura che sia una specie di side
quest non m’importa basta giocare a qualcosa di inedito!!! Felice metto
mano al portafoglio, meno felicemente estraggo le banconote per il
negoziante, ma in definitiva soddisfatto torno a casa fiondandomi sul
Nintendo DS (che come tutti sanno legge anche i giochi GBA). Però
purtroppo…
Un nuovo inizio?
La storia di CoM vede il trio già protagonista sulla PS2 all’interno
di un misterioso Castello dell’Oblio. Avventuratisi in esso alla ricerca
dei loro amici (Topolino e Riku principalmente) i nostri fanno la
conoscenza di alcuni loschi tipi appartenenti ad un’organizzazione
chiamata L’Organizzazione (originalità pari a quella che ci vuole per
chiamare Topolinia la città di Topolino – si vede che alla Square
imparano in fretta dalla Disney). Il ruolo di questa non è ben chiaro
perché sarà sicuramente ripresa in Kingdom Hearts 2, ma sta di fatto
che, nonostante gli enigmatici avvertimenti dei suoi ancor più
enigmatici membri, secondo i quali è davanti a voi un pericoloso viaggio
nella memoria, Sora e compani decidono di esplorare il maniero: nella
loro ricerca nulla deve essere lasciato intentato. Il viaggio si
articola su più piani (dodici più uno finale) nei quali rivisiterete uno
ad uno tutti i mondi già conosciuti in KH1 (ho notato che però manca
Tarzan). A questo punto la cosa ha cominciato subito a puzzarmi e a
ragione: qui c’è il principale (nonché secondo me gravissimo) difetto
del gioco. I livelli, al loro interno, ricalcano PEDISSEQUAMENTE quanto
già visto in passato. I nostri amici rincontreranno gli STESSI
personaggi già conosciuti, diranno loro le STESSE cose e faranno le
STESSE azioni (grossomodo). Quello che voglio dire è che si
comporteranno come se non avessero mai conosciuto le persone con cui
verranno a contatto (con la sola eccezione di Squall e soci nella Città
di Mezzo) e così avremo di nuovo un processo ad Alice, Pinocchio
catturato, un torneo all’Olimpo e via così… La cosa, personalmente mi ha
dato molto ma molto fastidio. Mi sono sentito preso in giro, vittima di
una grande commercialata, di un titolo che, volendo la Square
accaparrarsi sia nuovi che vecchi giocatori, lascia l’originalità da una
parte e si accontenta di dare solo alcuni elementi di novità, tanto per
accontentare la gente come me. Certo, nelle parti tra un livello e
l’altro, soprattutto verso la fine, la situazione migliora, ci sono
avvenimenti nuovi e ben congegnati, ma per i primi sette o otto piani la
noia, per me, veterano di KH1, ha imperato sovrana…
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C'è una donna che semina il grano, volta la
carta si vede il villano…
Come dite? Fabrizio De Andrè (pace all’anima sua) non pensava a
Kingdom Hearts quando ha scritto “Volta la carta”? Sarà, ma a vedere il
gameplay di CoM non ci giurerei! Il sistema di combattimento che vi
ritroverete a gestire è basato interamente sulle carte. No, non ci sono
Sora e Riku che mettono su una squadra di briscola per quanto si
potrebbe proporre l’idea… Parlando seriamente le carte hanno un ruolo
fondamentale: nel combattimento, possono essere carte d’attacco (la
“spadata” diciamo); carte che azionano magie; carte che fanno usare
oggetti; carte “amici”, con cui sfruttare abilità di altri personaggi
alleati (Pippo, Paperino e altri) e carte “nemici”, queste ultime un po’
particolari e che quindi vi lascio il compito di esaminare da soli. Ogni
carta ha un valore, più è alto, più è improbabile che l’avversario
riesca a “bloccarvi” giocando a sua volta una carta di valore maggiore.
La carta di valore “zero” invece vince con ogni carta giocata
immediatamente prima ma perde contro qualunque altra giocata
immediatamente dopo. L’azione degli scontri è in tempo reale perciò la
velocità sarà determinante soprattutto quando vorrete ricaricare il
vostro mazzo, mossa che richiede del tempo durante il quale sarete
vulnerabili. Inoltre fino a tre carte possono essere messe da parte per
poi rilasciare il loro potere tutto in una volta: le combo così ottenute
saranno molto più potenti delle azioni singole se non altro perché il
valore sarà ottenuto dalla somma dei valori delle singole carte usate.
Come se non bastasse, progredendo nel gioco potrete imparare delle combo
speciali con cui realizzare mosse molto dannose per gli avversari.
Al di là del combattimento poi, altre carte serviranno per sbloccare le
porte che collegano le stanze dei vari livelli (anche esse avranno un
valore numerico e saranno di diversi tipi, dando così diverse
caratteristiche alle stanze che andranno ad aprire). Infine vi saranno
delle carte anche per accedere ai diversi piani, ma queste hanno un
ruolo a mio parere marginale perché non andranno cercate e potranno
essere usate indifferentemente.
Ho apprezzato abbastanza questo metodo di gioco: oltre a dare un tocco
di strategia all’esperienza è stata forse l’alternativa migliore al
sistema della PS2, improponibile con i pochi tasti del GBA. Anche le
combo sono strategicamente interessanti, ma sono molte, forse troppe: a
me è capitato di usare sempre quelle quattro o cinque. Comunque un
aspetto originale apprezzabile.
Parte tecnica, carte in regola?
Non faccio fatica a riconoscere in questo CoM una parte tecnica
ottima. La grafica è curata, per quanto all’interno di ogni
livello le locazioni siano troppo simili tra loro; è poi da applaudire
l’inserimento di alcune brevi scene realizzate in computer grafica (tre
mi pare) che spremono il nostro caro GBA a limiti paurosi per una
console portatile a soli 32 bit.
Anche il sonoro si difende egregiamente: le
musiche e gli effetti sono ripresi pari pari dal gioco targato PS2 e la
fedeltà è impressionante. Certo, avrete di nuovo l’obbligo di
riascoltarvi le stesse musiche che già vi sarete imparati a memoria nel
primo capitolo, ma da un punto di vista tecnico il lavoro è veramente
encomiabile.
Terzo punto: giocabilità. Di questa ho già
parlato diffusamente nel paragrafo precedente, con la descrizione del
sistema di combattimento (che ha un ruolo preponderante) e perciò
tirando le fila non posso fare altro che assegnare una valutazione
positiva. Un appunto semmai lo si può muovere all’eccessiva ripetitività
dei combattimenti, che avrete ben presto voglia di evitare come la
peste.
Per concludere, longevità: se con longevità
intendiamo la vera durata del gioco (ed è su questa definizione che ho
deciso il voto) siamo su livelli accettabili. L’ho finito in circa 17-18
ore e una volta completatolo si apre una modalità che cambia il punto di
vista dell’avventura, un’idea che ho trovato abbastanza interessante per
quanto comunque vi imponga di rifarvi un sacco di noiosissimi scontri.
Se invece con tale parola intendete quanto a lungo un gioco possa
divertire, la mia valutazione può essere solo negativa: come ho già
detto la noia si è impadronita di me ben presto.
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Commento!
Questo gioco in sé e per sé ha quasi tutti
i connotati al posto giusto: bella la grafica, buono il sonoro, durata
passabile, giocabilità discreta. La storia, nel suo flusso generale e
“inter-livello” è carina, verso la fine può anche risultare
interessante. E allora perché? Perché ha preso solo 6.9? Ve lo dico
subito: perché questo gioco è una presa in giro e come tale lo stronco
(seppur relativamente). COMODO, cara Square, darci a bere la
storia del “Castello dell’Oblio” per riproporci gli stessi mondi già
visti e rivisti; COMODO, carissima Square, servirci nuovamente le
stesse situazioni con la scusa che Sora sta perdendo gradualmente la
memoria e infine COMODO, sempre più cara Square, cercare di
rattoppare tutto con le scenette tra un livello e l’altro nella speranza
che il “contentino” basti a tutti. Ammettilo, hai voluto realizzare una
conversione di KH1 su GBA per procacciarti nuovi ammiratori di questa
serie, ma nel contempo ti dava fastidio perdere quei milioni di
giocatori che avevano già finito il prequel e così hai realizzato un
episodio che non è né carne né pesce, che non può essere capito del
tutto dai neofiti e risulta tremendamente ripetitivo per i veterani, che
non contiene quasi un briciolo della tua solita inventiva, del tuo amore
per la caratterizzazione dei personaggi, della tua voglia di stupirci.
Ma che bella trovata complimenti…
Chiudendo il discorso, se volete un gioco
tecnicamente bello e “per amor di Sora” siete disposti ad andare
incontro ad un effetto dejà-vu lungo ore e ore fate pure, il
negoziante vi aspetta, ma se state cercando qualcosa di nuovo che vi
assorba e vi faccia sognare come KH1 lasciate proprio stare. Se poi
siete nuovi della serie tenetevene assolutamente alla larga o potreste
rovinarvi anche un’eventuale futura esperienza con l’episodio per PS2
per i numerosi spoiler presenti!... e poi non dite che non vi avevo
avvertito ;) |