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Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo - PS2

>>Recensione<<
 
Tutte le volte che penso a questo gioco mi rimbalza sempre nella mente la bellissima canzone dei Kamelot, “Nights of Arabia”. Sì lo so, il principe è di Persia, ma l’azione si svolge interamente nel palazzo di un sultano e quindi le atmosfere sono proprio quelle da “Mille e una notte”. L’antefatto di Prince of Persia: Sands of Time vede infatti coinvolti il re di Persia, padre del nostro eroe, e il suddetto governante di un non ben identificato paese mediorientale alleati in guerra contro il Maharajah d’India.
Lo scontro tra le due fazioni sta per volgere al termine e il gioco inizia quando le nostre armate fanno irruzione nella capitale del regno indiano grazie al tradimento del Visir del Maharajah di nome, guarda caso, Jafar (per diventare visir bisognava essere degli sporchi doppiogiochisti e possibilmente chiamarsi Jafar se no non si veniva assunti, era proprio una clausola del contratto a quei tempi).

Lo scontro in breve volge a favore dei nostri e durante la battaglia, inoltrandoci nelle sale del palazzo, troviamo una gigantesca clessidra contenente le magiche sabbie del tempo e il famoso Pugnale del Tempo, che ci sarà utilissimo in seguito. Di ritorno dalla spedizione, per celebrare l’alleanza dei due popoli, il nostro caro paparino regala la già citata clessidra al suo baffuto amico sultano. Ma l’imprevisto è dietro l’angolo! Il visir, ormai, molto teoricamente, nostro amico, ci convince ad usare il pugnale con la clessidra e da quel momento le sabbie del tempo cominciano ad imperversare nel palazzo trasformando tutti i suoi abitanti in terribili mostri. Gli unici a sopravvivere siete voi, il cattivo e la bellissima Farah, figlia del Maharajah e resa schiava dopo la caduta del suo regno.
Tale è a grandi linee la trama di questo fantastico gioco nel quale il nostro scopo finale sarà di rimettere a posto il disastro combinato ritrovando la clessidra e richiudendola sempre con la nostra arma magica. La struttura di Prince of Persia: Sands of Time è platform, il principe avanza per locazioni cercando tutte le volte di raggiungere un punto che ci viene mostrato all’entrata di ogni stanza. Per farlo però bisognerà spremere un po’ le meningi perché non sempre la soluzione sarà immediata e questo rende il titolo in certi tratti un po’ un rompicapo (niente di esagerato, intendiamoci, anche se specialmente verso la fine ci si ritroverà a perdere un po’ di tempo) dalle situazioni sempre abbastanza varie e mai noiose. Ovviamente ci imbatteremo spesso nelle terribili creature di sabbia, eliminabili definitivamente solo con il fido pugnale, contro le quali inizieremo combattimenti per certi versi spettacolari e per altri piuttosto ripetitivi, uno dei pochi punti deboli del titolo. Il potere dell’arma non si limita però a quello marziale: infatti ricaricandolo con della sabbia che prenderemo sconfiggendo i nemici o che troveremo sparsa per il palazzo potremo sfruttare ulteriori poteri come quello, molto utile, di “riavvolgimento del tempo” di dieci secondi circa (perfetto per risparmiarsi ulcere, crisi isteriche e piogge di santi per essere morti magari quasi alla fine del livello dopo un banalissimo errore… e io ne so qualcosa) o altri che apprenderemo nel corso del gioco. E non saremo neanche soli nella nostra avventura! La splendida Farah ci farà compagnia aiutandoci a proseguire in molte parti. Il suo controllo è lasciato al computer, motivo per cui, per un caso o per un altro, lei riuscirà sempre a trovare una strada più semplice da percorrere, a noi ovviamente preclusa, mentre il caro principe dovrà esibirsi in acrobazie degne del circo Togni per arrivare allo stesso punto. Ma voi ditemi ste donne! Sempre la vita facile!=) Simpatici anche i dialoghi che durante il gioco nasceranno tra i due, i quali cominceranno ad entrare molto in confidenza (eheheheheh... ehm!) e ad affezionarsi l’un l’altro.

Se la giocabilità è garantita da un sistema di controllo affidabile, la realizzazione tecnica non è da meno: la grafica risente, specialmente nelle parti realizzate in computer grafica, di un paio di annetti di vecchiaia, ma nulla di grave. Il sonoro è splendido per quello che riguarda le musiche (con la presenza, oltre che di pezzi d’atmosfera anche di parti metallose e quindi da me molto gradite), un po’ meno per il doppiaggio: il principe in particolare mi sembra poco coinvolto quando parla…
oppure prende tutta la sua avventura con molta ironia chi può dirlo (peccato che, piccolo particolare, abbia perso tutti quelli che amava e rischi la vita, ma tant’è…). Farah va un po’ meglio e poi lei e carina quindi la perdono comunque. Gli effetti sonori infine non hanno molto peso, ma sono comunque adeguati.

La longevità non è eccessiva, il gioco è un po’ corto per i miei gusti, e male che vada non supera le dieci ore. Tuttavia si tratta di un platform e quindi non è un elemento grave, contando che il tempo passato è intenso e divertente. Bello l’artificio narrativo usato, con l’inizio che parte dalla fine della vicenda e il gioco che si sviluppa come un racconto narrato dal principe (il quale, se morirete, al momento di continuare vi dirà cose tipo “Ma no, non sono morto lì!” oppure “No, non è andata così! Aspetta che ricomincio.”…simpatico… per un po’!).
Tirando le somme questo gioco è bellissimo e caldamente consigliato, per l’azione, per la storia (inaspettato e notevole il colpo di scena finale), per l’atmosfera (in più tratti onirica e impalpabile, per il resto tipicamente mediorientale), per le musiche e per la realizzazione tecnica in generale. Con buona pace di coloro che, tradizionalisti, storceranno il naso a vedere il loro principe preferito trasposto in tre dimensioni, il nostro caro vecchio Prince of Persia ha trovato un degno erede nelle console di ultima generazione. Brava Ubisoft!

>>Caratteristiche<<

Distribuito Settembre 2003 Grafica 8.5

Voto Totale

Pubblicato Ubisoft Sonoro 8

8

Sviluppato Ubisoft Storia 7.5
Size 1 DVD Longevità 7.5
Piattaforma Ps2/Pc/Gba/
GameCube/Xbox
Giocabilità 8.5

.:A cura di Tonari no Diablo:.

 

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