>>Recensione<<
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L’abito non fa il monaco. Non c’è detto più adatto di questo per
definire uno dei più bei gdr di sempre: Suikoden II.
Il secondo episodio della saga presenta, infatti, un motore grafico
interamente 2D, sia per quel che riguarda i personaggi che per i
fondali. Nonostante questa caratteristica, che potrebbe far storcere
il naso a qualcuno, le animazioni e le mappe del gioco sono ben
gestite e curate al minimo dettaglio. Quello che perde in grafica,
però, lo recupera interamente nella trama. |
| La Konami dimostra magistralmente come non sia
necessario un terrificante nemico dai poteri spropositati e
desideroso di distruggere la terra, per rendere estremamente intensa
e appassionante la trama, ma utilizza come tema fondamentale quello
dell’amicizia. |
Si vestono i panni di un giovane soldato
dell’esercito di Highland, scappato, assieme all’amico d’infanzia Jowy,
da una imboscata dell’avversaria Confederazione di Jouston. I due
vengono a scoprire che l’imboscata è solamente una falsa, messa in scena
dallo spietato Luca Blight, principe di Highland, per far scoppiare una
guerra contro la Confederazione. Nella disperata fuga, i due amici
vengono purtroppo separati. L’eroe viene salvato da Viktor e Flik, due
guerrieri a capo di un piccolo gruppo di ribelli, e riuscirà poi a
riunirsi con Jowy e la sorella Nanami. Il desiderio di riscatto e
vendetta verso Luca è presente in entrambi, ma ben presto le loro scelte
gli faranno percorrere due strade opposte, due strade che spesso li
porteranno addirittura ad ostacolarsi, dettate dalla loro diversa
visione di giustizia. La trama mette perennemente in discussione il
significato di giusto o sbagliato, di bene e male, eliminandone una
distinzione assoluta. La Runa Scudo (dell’eroe) e la Runa Spada (di
Jowy) sono destinate comunque a ristabilire l’ordine nel mondo. Se è
possibile rimanere legati ad una persona nonostante la lontananza di
questa, Suikoden II ne è un esempio, perché c’è sempre un luogo a cui
fare ritorno nel caso “le nostre strade si dovessero dividere”. Il gioco
sfrutta più di un sistema di combattimento, quello principale è a turni
ed in classico stile gdr. Si hanno a disposizione sei personaggi da
disporre in prima e seconda linea, tenendo conto della gittata
dell’arma. Sono inoltre disponibili svariati attacchi combinati, rune e
oggetti, che permettono di creare strategie completamente differenti.
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Il secondo sistema si basa sulle battaglie campali:
il terreno dove si svolge la battaglia; le proprie unità e quelle
nemiche, con diversi valori di attacco e difesa; e la strategia del
giocatore. La Konami ha inoltre reso disponibile la possibilità di
delegare ad Apple (la stratega della compagnia) l’incombenza di questo
genere di battaglie.
Il terzo ed ultimo sistema è studiato per i combattimenti uno contro
uno, dove le sole azioni disponibili saranno un attacco normale ben
bilanciato, un attacco potente facilmente evitabile e la difesa. Starà
quindi al giocatore, anche in base alle parole dette dall’avversario, di
decidere quale delle opzioni scegliere. Il gioco ha inoltre una
longevità estremamente lunga, grazie anche ai molti mini-giochi e
sotto-quest che saranno necessari per sbloccare alcuni eventi, e
riuscire a prendere tutti e 108 i personaggi! Col passare del tempo, e
con l’arruolamento di nuove “Stelle del Destino”, il giocatore si
troverà a disporre di una base sempre più grande e sviluppata, piena di
negozi e locazioni speciali.
Nonostante la quantità incredibile di personaggi, il gioco può far
affidamento su alcune figure decisamente carismatiche e caratterizzate
egregiamente che contribuiscono a fare di Suikoden 2 il capolavoro che
è. La colonna sonora non ha nulla da invidiare a quelle di altri gdr più
conosciuti, inoltre la Konami ha voluto omaggiare l’Italia con alcuni
brani cantati per l’appunto in italiano. Non mancano inoltre continui
riferimenti al capitolo precedente: la storia si svolge 3 anni dopo
rispetto al suo predecessore. Chi ha giocato con il primo capitolo
ritroverà molte figure familiari e, caricando il vecchio salvataggio,
potrà addirittura sbloccare il protagonista di Suikoden: McDohl!
Unica pecca è la traduzione, talvolta incorretta grammaticalmente, ma in
generale è tutto più che comprensibile! Consigliato a chiunque, un
titolo intramontabile! |