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>>Recensione<<
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È incredibile come certi personaggi continuino,
anche in campo videoludico, a sopravvivere ai decenni. Quante
persone, magari ormai anche adulte da tempo, avranno passato ore
manovrando il mitico Mario, quanti avranno maledetto quei dannati
gusci di Koopa che ti rimbalzavano indietro quando meno te
l’aspettavi e quanti infine avranno gioito nell’abbattere Bowser o
uno dei suoi scagnozzi? Tanti sicuramente ed è proprio forte di
questo seguito e di questa fama che la Nintendo si è decisa a
riproporre il suo eroe più conosciuto anche sul neonato Nintendo DS. |
Super Remake DS
La nuova incarnazione di Super Mario, è bene
precisarlo subito, non è un gioco nuovo, ma la riproposizione di quello
che da più parti ho udito definire come il miglior platform mai creato
da mente umana, Super Mario 64, uscito alcuni anni or sono per Nintendo
64, vecchia console dal destino non molto felice. Personalmente, non ho
giocato con la prima versione, perciò mi accosto senza pregiudizi di
sorta a questo titolo.
La storia è quella che è e non brilla per
complessità: Wario, Luigi e Mario vengono invitati dalla principessa
Peach (anche conosciuta come Daisy) a prendere un tè al castello.
L’allegra combriccola quindi entra nel maniero per poi tuttavia non fare
più ritorno. Cosa sarà mai successo? Fortunatamente, di lì si trova a
passare il simpatico Yoshi che decide di investigare, scoprendo che
tutti i suoi amici sono stati intrappolati dal solito Bowser all’interno
dei dipinti del castello, nei quali sono stati ricreati dei mondi
paralleli. Non solo! Bowser ha anche rubato tutte le stelle che
proteggevano il palazzo con il loro potere! A salvare la situazione
quindi dovrete essere voi alla guida inizialmente del piccolo draghetto
e, una volta che li avrete liberati, anche di Mario, Luigi e Wario,
ognuno in possesso di caratteristiche e abilità peculiari molto utili.
Gioco di mano, Gioco di
villano?
Essendo questo il primo gioco per DS da me provato
(con l’eccezione della demo di Metroid) ero curiosissimo di sapere come
fosse stato sfruttato dalla stessa Nintendo il touch screen. La risposta
è: non bene e questo si riflette sulla giocabilità. Ci sono tre tipi di
controllo: uno usa le frecce direzionali, i tasti e sporadicamente il
touch screen (per le inquadrature), un’altro, pensato per i mancini
soprattutto, combina tasti (per fare le azioni) e stilo (per muoversi) e
infine il terzo tratta il touch screen come se fosse uno stick analogico
e i tasti per saltare allegramente o fare altro. Quest’ultima è
l’impostazione che più avevo il desiderio di padroneggiare perché tra le
tre mi è sembrata quella più rispettosa del ruolo dello schermo
inferiore. Il problema però è che si tratta di un controllo difficile da
utilizzare all’inizio e a volte quasi doloroso dato che, per la mancanza
di attrito, si finisce col pollice sempre più al centro dello schermo,
con i dolori di mano conseguenti. Inoltre calibrare i propri movimenti
senza pratica non è affatto facile e la frustrazione sarà spesso dietro
l’angolo a causa della complessità nel raggiungimento di alcune stelle,
le quali necessiteranno spesso di evoluzioni da circo e di una buona
coordinazione mente - mano. Infine, quando finalmente vi sarete
impadroniti con impegno e sudore della giusta tecnica, scoprirete con
vostro enorme rammarico di aver ormai ripetutamente rigato la parte
sinistra del touch screen, cosa che vi potrebbe alquanto infastidire. A
me è successo esattamente questo, tanto che per paura di fare ulteriori
danni sono passato al controllo “standard” (il primo dei tre elencati)
il quale però vi impone di gestire la telecamera col touch screen,
alternandovi tra quest’ultimo e i tasti. Dato che usare i controlli
digitali col laccetto è tutto tranne che comodo, questo implicherebbe
posare il nudo dito sullo schermo tattile e, per quello che mi riguarda,
sono molto restio a fare una cosa simile. Per giunta, muoversi in un
ambiente tridimensionale con la croce direzionale non è il massimo della
vita…
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E questa notte voglio una
stella a farmi compagnia...
Altro che una! Qui 150 ce ne sono! Dunque longevità
assicurata? Insomma! Per finire il gioco ne bastano 80 (due settimane di
gioco, non moltissimo insomma) e francamente non apprezzo che la durata
di un titolo venga allungata con artifizi fini a sé stessi, mi sembra un
po’ disonesto. Se al contrario voi sentite di poter provare piacere ad
andare alla ricerca di tutti i segreti del castello state tranquilli: ne
avrete per un bel po’. Comunque al gioco in se possiamo aggiungere la
presenza di minigiochi molto ben fatti e divertenti e un multiplayer
che, per quanto limitato, può regalare qualcosa a chi ha un paio di
amici con cui divertirsi (tra l’altro basta che uno solo abbia la
cartuccia di gioco per giocare fino in quattro grazie al Download DS,
una delle caratteristiche di questa console che più apprezzo).
| Ad accompagnarvi poi ci saranno delle musiche
veramente belline, dei jingle simpatici che hanno l’unico difetto della
varietà, visto che saranno sempre quella manciata lì. Detto questo però
non li ho mai trovati noiosi o snervanti e anche gli effetti sonori, con
le voci di Mario e soci mi hanno fatto abbastanza sorridere (Yoshi
specialmente è molto “teneroso”). |
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Per quello che riguarda la grafica, finora non
avevo ancora mai visto nulla di simile su una console portatile. Certo,
c’è una PSP con cui fare i conti all’orizzonte, ma è pur vero che le due
console nascono da due filosofie diverse e un paragone veramente tecnico
sarebbe un po’ ingiusto per il DS. Comunque si può ancora fare di più:
il 3D non è fatto male, per carità, ma i poligoni mi sembrano un po’
grezzi se osservati da vicino. In ogni caso la caratterizzazione degli
ambienti è buonissima, con una piacevolissima atmosfera quasi fiabesca
che prevale ovunque.
Commento
Pensavo meglio. Dopo aver letto pareri entusiastici
e recensioni ai limiti del sentimentalismo credevo veramente che questo
fosse un gioco perfetto. Per carità, senza dubbio, per quello che si è
visto finora sul DS (poco purtroppo), è un titolo da avere, soprattutto
se non avete l’originale Mario 64, ma il metodo di controllo, cosa
assolutamente primaria in un platform che fa della coordinazione e dei
salti uno dei suoi capisaldi, mi ha lasciato l’amaro in bocca. Anche nel
campo della longevità si poteva fare qualcosa di più, con uno schema di
gioco, da me personalmente poco apprezzato, che impone di tornare più e
più volte nelle stesse locazioni alla ricerca delle stelle da
raccogliere o di altri segreti da trovare. A qualcuno piacerà forse, a
me un po’ annoia. Buonissimi invece i minigiochi.
Consiglio comunque Super Mario 64 DS a tutti i
neopossessori della piccola console Nintendo perché al presente è il
meglio che si può trovare su DS e sicuramente è in grado di regalare una
buona dose di divertimento. Molto dipenderà dai vostri gusti da una
parte e dalla pazienza che siete disposti ad avere per impratichirvi coi
controlli dall’altra.
>>Caratteristiche<<
| Distribuito |
2005 |
Grafica |
7.3 |
Voto Totale |
| Pubblicato |
Nintendo |
Sonoro |
7.5 |
7.2 |
| Sviluppato |
Nintendo |
Storia |
6.8 |
| Size |
1 Cartuccia NDS |
Longevità |
7.3 |
| Piattaforma |
Nintendo DS |
Giocabilità |
7 |
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